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Mercoledì, 22 Febbraio 2012





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Giornalisti e social media PDF Stampa E-mail

L’impatto sociale dei Social Media è inarrestabile, così come la presenza nell’ecosistema dell’informazione. Ma qual è la loro effettiva influenza sul giornalismo e sui giornalisti? Quanto vengono considerati affidabili come fonte da sviscerare per costruire la notizia? Come sono utilizzati nel lavoro redazionale? E che ruolo hanno nella promozione dell’immagine di chi scrive? Dopo aver condotto un’indagine ...

L’impatto sociale dei Social Media è inarrestabile, così come la presenza nell’ecosistema dell’informazione. Ma qual è la loro effettiva influenza sul giornalismo e sui giornalisti? Quanto vengono considerati affidabili come fonte da sviscerare per costruire la notizia? Come sono utilizzati nel lavoro redazionale? E che ruolo hanno nella promozione dell’immagine di chi scrive?
Dopo aver condotto un’indagine per capire come gli italiani preferiscono informarsi, LEWIS PR, agenzia globale di comunicazione, si è proposta di guardare all’altro lato della medaglia, per capire invece dove i giornalisti italiani, in questo nuovo panorama in cui i Social Media si sono inseriti quasi con prepotenza, trovano ispirazione nel generare la notizia.
Prima di addentrarci nel vivo dell’indagine, è interessante analizzare la presenza sui Social Network dei giornalisti coinvolti nel sondaggio: l’83% è presente su Facebook, il 70% su LinkedIn, mentre Twitter, che ha visto il suo boom proprio nel 2011, raccoglie il 69% delle iscrizioni. Il 9%, invece, non subisce minimamente il fascino di questi nuovi canali e dichiara di non aver sottoscritto nessun profilo.
Uno dei nodi fondamentali del rapporto tra Social Media e informazione risulta essere l’affidabilità. Solo il 5% dei giornalisti intervistati ripone piena fiducia in questi mezzi, mentre all’opposto, l’8% non si fida minimamente. La maggior parte (62%) li considera abbastanza attendibili, preferendo sempre e comunque verificarne la veridicità. Facebook, Twitter, blog e affini rappresentano strumenti di ampissima diffusione, in grado di selezionare, elaborare, aggregare e condividere le notizie: ma che ruolo hanno effettivamente nel lavoro quotidiano di redazione? Il 38% attribuisce ai Social Media il ruolo di fonte di informazione, da utilizzare unitamente a tutte le altre. Il 25% si serve dei vari post per confrontare i diversi punti di vista, mentre il 24% non li tiene nemmeno in considerazione. L’11% attinge dalle reti sociali dettagli e ricami per “farcire” le proprie storie, mentre rimane praticamente invisibile (2%) quella fetta di rispondenti che li utilizza come fonte primaria.
Una volta creata e immessa nel ciclo dell’informazione, la news deve essere divulgata. Più della metà degli intervistati (51%) considera i canali social molto importanti per la diffusione, ma solo se affiancati a una veicolazione più tradizionale come quella della stampa. C’è un 29%, invece, che non riesce più a farne a meno: questi strumenti sono divenuti imprescindibili, perché consentono l’interazione con i lettori, che hanno ormai abbandonato il ruolo passivo a vantaggio di un maggior coinvolgimento. Non mancano gli scettici cronici che addirittura non considerano queste reti degne di rientrare nell’Olimpo dell’informazione (14%).
Il 57% degli operatori del settore condivide sul web le informazioni che ritiene più interessanti, e il 26% lo fa cercando di generare una vera e propria discussione sull’argomento, stimolando lo scambio di opinioni, e commentando i post degli altri (21%). Il 19% ritiene che i Social Media non siano il luogo adatto per creare dibattiti di un certo livello.