“Siamo in crisi”. Ce lo dicono tutti e ce ne accorgiamo da mille indizi. Con la crisi si tagliano i costi. Il Governo taglia la “Convegnistica” come costo inutile. Meeting e Congressi non servono più.
Ma come è possibile: ciò che serve a creare ‘consenso’ o ‘dibattito’ di cui ha sete la persona, l’impresa, la politica, la cultura umana non serva più? ...
“Siamo in crisi”. Ce lo dicono tutti e ce ne accorgiamo da mille indizi. Con la crisi si tagliano i costi. Il Governo taglia la “Convegnistica” come costo inutile. Meeting e Congressi non servono più.
Ma come è possibile: ciò che serve a creare ‘consenso’ o ‘dibattito’ di cui ha sete la persona, l’impresa, la politica, la cultura umana non serva più?
Berlusconi incontra i Manager delle più grandi aziende italiane, i grandi pianificatori di pubblicità televisiva. Fa benissimo!
Bisogna spiegare: perché lo spot tv è un costo accettabile ed il convegno no?
Non è forse la Pubblica Amministrazione che ha più bisogno di comunicare con eventi e convegni ciò che fa, ciò che progetta, ciò che intende promuovere ascoltando le parti sociali?
Siamo in crisi. Non sarà il taglio dei convegni che ridurrà il pericolo generato dalla speculazione. E’ Vero! Certi eventi sono costati troppo (G8 !!??) – e qui c’è la Magistratura .
Muore la parola? Muore la relazione! Muore l’incontro diretto ? Resta lo spot autoreferenziale! Muore l’evento sociale? Meglio la gente in casa davanti alla TV! Che bella Democrazia, che bel 2 Giugno, viva i 150 anni dello Stato!
Ed EXPO 2015 che cosa è? Un evento? Un convegno? Perché spendere se non serve? Perché quello sì e gli altri no?
Un convegno serve. E’ utile per chi lo organizza, per chi vi partecipa, per chi deve sostenerne il peso informativo.
Forse la PA ha più bisogno di convegni e relazioni e meno di burocrazia allegra.
Allegra come le portinaie!
Che hanno un gusto malsano nel sapere tutto degli inquilini per decidere chi trattare bene e chi no!
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